Piave Vipers, il racing team STEM dell’IIS Segato di Belluno in gara a Schio con Deca Design nel paddock

“Questo progetto ci sta insegnando moltissimo sul lavoro di squadra e su cosa significa portare a compimento un progetto, seguendolo dalla A alla Z.”
Questa frase racconta meglio di qualsiasi descrizione cosa sta succedendo nei nostri uffici in questi mesi.
Siamo uno studio di progettazione meccanica con sede a Belluno, specializzati nella progettazione di macchine speciali e automatiche, attrezzature e strutture di grandi dimensioni, con focus sui settori energetico, idroelettrico, subacqueo e industriale.
Da mesi abbiamo aperto le porte a un gruppo di circa venti studenti dell’IIS Segato di Belluno, che hanno trasformato il nostro studio in qualcosa di insolito: la sede operativa di un racing team. Progettano, testano, si organizzano, discutono ogni dettaglio. È un progetto scolastico che ha scelto di confrontarsi con la realtà: scadenze vere, errori misurati in millisecondi e la pressione di presentare il proprio lavoro davanti a una giuria competente.
Molto più di una gara
STEM Racing è una competizione internazionale aperta a studenti fino ai 19 anni, che mette alla prova i team su più livelli contemporaneamente: ingegneristico, progettuale e comunicativo.
La gara in pista è solo una parte del risultato. I team vengono valutati anche sulla capacità di presentare il proprio lavoro: portfolio, strategia, organizzazione, esposizione orale in inglese. Tutto contribuisce al punteggio complessivo. È una struttura pensata per avvicinarsi il più possibile a come funziona il mondo del lavoro: non basta che la macchina vada veloce, bisogna anche saperlo raccontare.
Le qualifiche di febbraio sono state il primo banco di prova concreto.
“Hanno evidenziato alcuni errori in fase di progettazione, ma ci hanno anche fatto capire che tante cose invece funzionavano molto bene.” Un bilancio onesto, tipico di chi ha già imparato che l’errore non è la fine del percorso, ma parte del metodo.
Un team, tanti ruoli
Il progetto è strutturato come una vera organizzazione aziendale. Cinque gruppi di lavoro operano in parallelo: progettazione CAD, aerodinamica, marketing, design e brand identity, coordinati dal team manager che supervisiona tempi, attività e avanzamento. Al fianco del team, alcuni professori dell’IIS Segato che hanno creduto nel progetto e lo hanno sostenuto lungo tutto il percorso.
C’è chi si occupa dei componenti e ne segue la produzione, chi lavora sulle simulazioni aerodinamiche, chi costruisce l’identità visiva del team e chi sviluppa la strategia di comunicazione e la ricerca sponsor. “Ognuno ha un ruolo preciso, e tutto deve funzionare insieme.”
È qui che il lavoro cambia natura: non si tratta più solo di costruire una macchina, ma di far dialogare competenze diverse. Esattamente come accade in un’azienda.



In pista si gioca sui dettagli
La vettura corre su un rettilineo di 25 metri e sfiora i 90 km/h. Ma la differenza tra vincere e perdere non la fa solo la velocità: il tempo finale è dato dalla somma tra la performance della macchina e il tempo di reazione del pilota. Pochi centesimi cambiano tutto.
Durante i test, uno dei problemi principali emersi è stato l’attrito, che ha influenzato le prestazioni in modo significativo. Nel mondo STEM Racing ogni dettaglio ha un peso: progettazione, materiali, aerodinamica, esecuzione. E soprattutto, conta la capacità di correggere rapidamente quando qualcosa non torna.
Ciò che nessun libro insegna
“Quello che ci sta piacendo di più è avere la possibilità di applicare conoscenze tecniche e acquisirne altre che durante le lezioni frontali non sarebbero state affrontate.”
Ma le competenze che si sviluppano non sono solo tecniche. La gestione del tempo, la collaborazione tra gruppi, le decisioni da prendere sotto pressione: sono dinamiche che nessun libro di testo insegna davvero.
“La difficoltà più grande che abbiamo riscontrato finora è il riuscire a coordinarci.”
E imparare a farlo ogni giorno è forse la parte più preziosa di tutto il percorso.
Il valore di uno spazio che ti prende sul serio
Lavorare nei nostri spazi non è stato solo una questione logistica per i ragazzi. Avere accesso diretto a un ambiente professionale e potersi confrontare quasi ogni giorno con chi progetta macchinari per mestiere ha cambiato la qualità dell’intera esperienza. “Senza questo supporto non saremmo al punto in cui siamo oggi.”
Per noi è stato naturale voler accompagnare i Piave Vipers in questo percorso. Volevamo che potessero toccare con mano cosa significa lavorare davvero in questo settore, per dargli qualcosa di concreto su cui orientarsi. Crediamo che la formazione tecnica seria abbia bisogno di contesti reali per dare i suoi frutti. E che valga la pena esserci, prima ancora che questi ragazzi entrino nel mercato del lavoro.
Oltre il risultato
Il 18 e 19 aprile, a Schio, i Piave Vipers hanno partecipato alla competizione del Triveneto: due giorni di presentazioni, valutazioni tecniche e gara in pista, insieme ad altri team provenienti da tutto il territorio.
Il risultato? Ottavo posto su quindici team: una top ten in una competizione tecnica di questo livello, che vale molto più di quanto il numero possa suggerire. A questo si aggiunge un riconoscimento speciale per aver progettato e costruito la vettura interamente in autonomia: un dettaglio che racconta forse meglio di qualsiasi classifica la qualità del lavoro fatto.


“Vedere la nostra macchina sfrecciare in pista dopo mesi di progettazione CAD, test e lavoro in laboratorio è stata la nostra vittoria più grande.”
Ma la gara è solo una tappa. Il valore di questa esperienza sta nel percorso, nella capacità di integrare competenze tecniche e visione d’insieme, di affrontare problemi reali e costruire qualcosa che funziona.
Per chi coordina è un esercizio continuo di leadership. Per chi progetta è l’occasione di vedere le proprie idee misurarsi con la realtà. Per noi di Deca, è il privilegio di vedere da vicino cosa diventano questi ragazzi e l’orgoglio di aver contribuito in qualche modo a indicare loro la strada.